Le pazienti raccontano
Il racconto di Lidia
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Il diritto delle donne alla chirurgia ricostruttiva
Sono una donna medico. Mi sono trovata nel 2005 a passare "dall'altra parte"a diventare cioè paziente per un brutto tumore alla mammella.
Debbo alla professionalità del gruppo medico dell'ospedale oncologico M. Ascoli di Palermo ed in particolare del chirurgo dr. Filippo Di Benedetto,se ho potuto eseguire tempestivamente un intervento chirurgico di onco-plastica, asportazione di un tumore e, contestualmente, ricostruzione della mammella.
Il buon risultato estetico mi dà la forza di continuare questo non piacevole viaggio.
Nonostante la malattia mi reputo quasi fortunata. Ho incontrato in questo mio peregrinare altre donne con patologia simile alla mia. Sottoposte a solo intervento demolitivo, rimandando ad un futuro sine die l'intervento ricostruttivo, che portavano i segni della menomazione fisica ma,cosa ancora più grave, erano, a causa di essa, profondamente turbate nell'animo.
Non comprendo perché non vi sia una adeguata informazione sui vantaggi della chirurgia onco-plastica e perchè questa opportunità non sia offerta a tutte. Eppure il problema della menomazione fisica è di fondamentale importanza come ogni donna sa, ogni medico dovrebbe sapere e ogni rappresentante istituzionale dovrebbe ricordare.
Trovo inspiegabile che chi ha la responsabilità "politica" di programmare gli interventi sanitari ed assistenziali in Sicilia non abbia posto attenzione all'utilità della chirurgia ricostruttiva,che rimane, allo stato attuale, una pratica sporadica, lasciata all'inventiva e alla buona volontà del singolo chirurgo, piuttosto che garantita dall'organizzazione sanitaria.
"Le opere come nei pozzi artesiani salgono tanto più quanto la sofferenza ha scavato il cuore"
Dalla sofferenza di noi donne potrà affermarsi,solo se fortemente lo vorremo, il diritto non solo a guarire dalla malattia, ma anche ad evitare inutili menomazioni fisiche.
Lidia
