La donna decide
- TROPPO POCHE LE RICOSTRUZIONI ESTETICHE
- LA DONNA DECIDE
- FEMMINILITÀ CONSERVATA
- LA MAMMELLA CONTROLATERALE
- RICOSTRUZIONE DI AREOLA E CAPEZZOLO
La prima richiesta ( sussurrata nell'anima) della donna: 'Voglio ricostruire il mio seno'
Il momento della "scoperta" del tumore è quello più duro. In genere si arriva alla diagnosi certa attraverso le indagini radiologiche: mammografia ed ecografia, e un'agobiopsia anche sotto controllo ecografico. "Le prime preoccupazioni della donna sono i figli e la reazione del marito alla malattia.
Oggi, però, le pazienti sono molto consapevoli ed è più facile parlare con loro di quello che accadrà . La chirurgia è sempre più conservativa e sempre più funzionale . Niente interventi inutili. Insomma, la tendenza è verso un atto operatorio "essenziale" e rispettoso della fisiologia del seno.
Sono le donne a chiederlo, molte ancora prima dell'operazione. La ricostruzione è diventata quasi la regola, almeno nei Centri di eccellenza. C'è ancora molto da fare per un'informazione corretta".
Attualmente, la ricostruzione dell'intera mammella, o il rimodellamento che segue di solito una quadrantectomia, fanno parte integrante del trattamento.
"La ricostruzione è importante sul piano fisico e psicologico, perché aiuta a risolvere le insicurezze, solo quando non si può ritardare la chemioterapia, nel 5-10% dei casi, si rimanda la ricostruzione".
"Se è necessario asportare l'intera ghiandola mammaria, il chirurgo può salvare l'areola e il capezzolo che rappresentano l'identità della paziente".
Ricostruzione e rimodellamento hanno assunto negli ultimi tempi significati più ampi infatti consentono di simmetrizzare i due seni dopo una quadrantectomia, e infine , una ricostruzione vera e propria dopo interventi di mastectomia profilattica bilaterale (non infrequenti in donne con rischio elevato e marcatori positivi).
